Antoh Mansueto | Chimere
I miei acquerelli mostrano creature che nascono in studio o in viaggio. Non le progetto: si manifestano. Arrivano da sole, come se luoghi, facce e incontri le risvegliassero.
Sono chimere. Parti che non dovrebbero stare insieme si saldano in un unico individuo, e di quell'individuo non so dire se sia possibile, né se sia un oggetto o un soggetto.
La mia composizione cresce con una logica frattale: forme dentro altre forme, segni che si ripetono di scala in scala. Non sono decorazioni. Sono simboli codificati, ricorrenti, riconoscibili da un foglio all'altro come le parole di una lingua. Ogni mio acquerello nasce di getto, in una sola seduta — ma la lingua con cui è scritto si è formata nel corso del tempo.
Eppure la creatura non sta ferma. Sembra ballare una scanzonata tarantella napoletana — e la tarantella, guardata da lontano, è quasi come la danza di Shiva, che distrugge e crea nel medesimo gesto. Fu un fisico, Fritjof Capra, a riconoscere in quella danza l'immagine della materia.
Dipingo da quando avevo dieci anni, ho studiato fisica: le due cose non si sono mai separate.
Mi chiamo Antoh Mansueto, nome d'arte di Antonio Mansueto, sono nato a Napoli nel 1960. Vivo e lavoro tra Milano e Arcore. Ho cominciato a dipingere da ragazzo, artisti napoletani sono stati i miei maestri. Ho studiato fisica e ho lavorato come analista finanziario, senza mai interrompere la pittura: il gruppo dell'Osservatorio Figurale, la ceramica, la formazione metodologica con Bruno Munari. Da questa doppia appartenenza — la misura del rischio da una parte, il caos come metodo dall'altra — nasce un lavoro che procede per cicli: Energia Emotiva, Multiverso, Kronoide, Distruzione Creativa, fino al Realismo Caotico.
Coordino il gruppo di studio sui beni culturali dell'AIAF, l'Associazione Italiana Analisti Finanziari. Per l'associazione ho curato Quaderni relativi al mercato e alla gestione dell'arte, scritti con i responsabili beni culturali di Intesa Sanpaolo e Unicredit, l’allora direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, Philip Rylands, e Il Sole 24 Ore.
Tra le mostre personali: Museo Emilio Greco, Sabaudia (2013); Casina di Raffaello, Villa Borghese, Roma (2019), a cura di Zètema Progetto Cultura; Studio Zecchillo, già studio di Piero Manzoni, Milano (2021); Sesame Museum, Incheon, Corea del Sud (2023); Palazzo Caracciolo, Napoli (2025).